In questo corso affronteremo alcune tematiche che giacciono all’intersezione tra la filosofia del linguaggio e l’epistemologia. Cominceremo con l’occuparci delle concezioni corrispondentistiche della verità elaborate all’inizio del XX secolo da filosofi come G. Moore. B. Russell e L. Wittgenstein. Tali concezioni, sostenendo che la verità consista in una relazione non-epistemica tra linguaggio (o pensiero) e realtà, aprono le porte allo scetticismo, ovvero alla possibilità che i nostri migliori tentativi di descrivere la realtà manchino clamorosamente il loro bersaglio. Nella seconda parte del corso ci occuperemo di queste implicazioni epistemologiche: di che cosa voglia dire per una descrizione della realtà essere epistemicamente giustificata, di quali siano le condizioni in cui una descrizione vera costituisce conoscenza, e di quali argomenti possano essere proposti a favore della tesi scettica che la conoscenza sia impossibile. Ci occuperemo in particolare dell’argomento che fa leva sull’ipotesi scettica dei cervelli in una vasca, e di alcuni influenti tentativi di rispondere a tale argomento dovuti a filosofi come G. Moore, L. Wittgenstein, H. Putnam, R. Nozick, C. Wright e D. Pritchard.