Questo corso ha l’obiettivo di familiarizzare gli studenti con le questioni filosofiche, a cavallo tra epistemologia ed etica, affrontate nell'ambito della cosiddetta etica della credenza. In particolare, affronteremo la questione relativa all’esistenza e alla autorità di norme doxastiche, norme cioè che specificano, date le circostanze in cui ci troviamo, che cosa dovremmo (o ci è eventualmente permesso) credere in tali circostanze. Inizieremo dal documentare la persistenza nella tradizione moderna, specialmente in filosofi come Descartes, Locke e Hume, di una risposta affermativa a tale domanda. Affronteremo poi i due pilastri della letteratura sull’argomento: il saggio di W. K. Clifford, pubblicato nel 1877, con il titolo “The Ethics of Belief”, e la risposta, pubblicata nel 1896 dal filosofo W. James, con il titolo “The Will to Believe”. Passeremo poi ad alcune questioni teoriche: in particolar modo ci occuperemo delle obiezioni rivolte all’esistenza di doveri doxastci da tre filosofi: W. Alston, A. Plantinga e B. Williams. Di seguito, assumendo che esistano norme doxastiche, ci occuperemo di tre domande distinte e passeremo in rassegna le principali tesi che sono emerse in letteratura in risposta a tali domande. Queste domande sono: quanti e quali tipi di norme doxatiche è possibile distinguere? Che tipo di struttura è legittimo pensare che tali norme possiedano? Ed infine: che cosa richiedono tali norme?