Il corso è incentrato sul libro di J. Stanley, La propaganda: cos’è e come funziona. Oltre ad approfondire l’approccio filosofico alla propaganda proposto da Stanley, scopo di questo corso è anche quello di situare tale approccio all’interno della filosofia del linguaggio, della filosofia della comunicazione e dell’epistemologia contemporanee. Particolare attenzione verrà dedicata all’analisi degli atti linguistici e del linguaggio ordinario, al nesso tra interessi pratici e conoscenza, alla nozione di credenza ideologica e di ingiustizia epistemica. 

Il corso sarà articolato attraverso i seguenti punti. Due approcci al linguaggio: logico-formale (Frege, Russell, Kripke, Davidson) vs. analisi del linguaggio ordinario (Wittgenstein, Austin, Grice, Strawson, Searle); Contesto come forma di apertura alla pragmatica; Austin, fare cose con le parole: constativi e performativi; Austin, fare cose con le parole: atti locutori, illocutori e perlocutori; Austin, fare cose con le parole: varietà di atti illocutori e il linguaggio della subordinazione (es. della pornografia: McKinnon, Langton, West, Maitra); Grice, le William James Lectures: significato letterale e significato del parlante; Grice, le William James Lectures: varietà di implicature; Presupposizioni linguistiche: ereditarietà (proiettabilità) e cancellazione; presupposizioni strawsoniane, semantiche e pragmatiche; Conversazione e upgrade conversazionale: Stalnaker e Lewis; Stanley: definizione di propaganda; Stanley: propaganda e linguaggio della discriminazione (parole in codice, contenuto a tema/non a tema); Stanley e McGrath/Fantl: pragmatic encroachment e subject-sensitive invariantism; Contestualismo epistemologico; Fricker: ingiustizia epistemica; Stanley: propaganda e ingiustizia epistemica.