Il corso interrogherà la scena teatrale per come inizia e a comporsi dalla fine degli anni Cinquanta, quando sia negli Stati Uniti che in Europa prendono vita simultaneamente alcune esperienze artistiche che trovano nel teatro un medium fluido e permeabile, in grado di raccogliere sperimentazioni estetiche, riflessioni teoriche, pratiche politiche, nuovi immaginari. L'elaborazione dell'idea di "scrittura scenica" alla fine degli anni Sessanta squarcia il legame del teatro con il testo e il luogo e della scena con la rappresentazione. La regia, guardata ora con incanto e ora con sospetto, si trova a contrattare il suo primato e a negoziare la sua funzione. Intanto il paradigma performativo sollecita il dibattito critico e teorico sullo statuto della teatralità e si propone come una grammatica - non istituzionalizzata e normativa - per la nuova pratica della scena, che incontra l'immagine, le arti visive e le nuove tecnologie. Nel tentativo di dar conto di questa complessità, il corso prenderà in esame momenti e poetiche salienti della scena americana degli anni Cinquanta e Sessanta (Living Theatre e alcune altre esperienze performative), dell'avanguardia teatrale degli anni Sessanta e Settanta in Italia (es. Carmelo Bene, Leo&Perla, il caso Beat 72, ecc.) e infine le più rilevanti esperienze nazionali e internazionali - di teatro e di danza - dagli anni Ottanta a oggi (es. Societas Raffaello Sanzio, Teatri 90, Milo Rau, ecc).